La festa del club fondato da Fabrizio Trivelloni celebra una storia di pallavolo, passione e bellezza. Con le istituzioni e la FIPAV, il racconto di una comunità che cresce.
Vent’anni, nello sport, sono una bella distanza. Ci vogliono fiato, pazienza e quella cocciutaggine buona che tiene aperta una palestra quando il resto del mondo suggerirebbe di rincasare. Lo Sporting Pavona li ha messi insieme alla maniera delle cose destinate a durare: un giorno dopo l’altro, un allenamento dopo l’altro, facendo della pallavolo una faccenda di famiglia e della famiglia un patrimonio per la comunità.
Alla festa del ventennale, dunque, il risultato da leggere era ben più largo di quello consentito da un tabellone. C’era da raccontare un’impresa umana. E al centro stava Fabrizio Trivelloni, fondatore del club, uomo di una passione alla quale ha saputo dare organizzazione, continuità e mestiere.
Perché la passione accende il fuoco; poi bisogna saperlo custodire. Vent’anni chiedono professionalità, presenza, responsabilità quotidiana. Trivelloni e i suoi ne hanno fatto il filo lungo della loro avventura sportiva.
Accanto a Fabrizio, la moglie Marilena. E poi le figlie Ilaria, Sara, Chiara e Martina, con i loro compagni: una formazione familiare nella quale il senso dell’appartenenza precede qualsiasi disposizione tattica. Da ultimo è arrivato il nipotino Nathan, il più giovane di questa storia. Per lui i vent’anni sono ancora una cifra misteriosa; per chi gli sta intorno, la sua presenza dà al futuro una figura concreta.
La pallavolo, del resto, possiede una sapienza collettiva. Il pallone passa di mano, pretende intesa, obbliga a fidarsi. Anche il gesto più brillante dipende da qualcuno che lo abbia preparato. Nella vicenda dello Sporting Pavona questa grammatica del gioco trova una corrispondenza naturale nella condivisione familiare: ciascuno partecipa a qualcosa che porta il nome di tutti.
A riconoscere il valore del percorso erano presenti le amministrazioni comunali di Castel Gandolfo e Albano. La prima con il sindaco Alberto De Angelis; la seconda con la delegazione guidata dall’assessore De Rossi e dal presidente della Commissione consiliare Sport e Cultura, Andrea Titti.
Presenze che collocano il ventennale dentro la vita del territorio. Una società sportiva, quando mette radici, diventa un luogo al quale le famiglie affidano tempo, aspettative e crescita. La sua continuità riguarda anche la comunità che le sta attorno.
Particolarmente significativa la presenza di Franco Fronda, vicepresidente della FIPAV: il mondo federale vicino a un club che ha costruito la propria storia attraverso l’impegno di una famiglia e la pratica quotidiana della pallavolo.
A condurre la serata è stato Marco Giustinelli, giornalista e scrittore, recentemente insignito dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio della Benemerenza Nazionale del Settore Giovanile e Scolastico per l’impegno a favore del calcio giovanile. Un uomo abituato a frequentare lo sport dalla parte dei suoi protagonisti e a cercarne, oltre la cronaca, le ragioni profonde.
Giustinelli ha posto al centro del racconto la funzione sociale dello sport, soffermandosi sul tratto particolare dello Sporting Pavona: un club nato in un clima di attenzione all’arte e al bello, cresciuto attraverso la condivisione familiare e sostenuto dalla passione e dalla professionalità di Fabrizio Trivelloni e dei suoi.
È un’origine che merita attenzione. Il bello educa lo sguardo; lo sport educa il gesto e la relazione. Quando queste sensibilità si incontrano, una palestra può diventare un luogo nel quale imparare anche la cura: per ciò che si fa, per chi gioca accanto, per uno spazio che appartiene a tutti.
«Raccontare la favola dello Sporting è dare forza alla visione sociale dello sport», ha sottolineato Giustinelli.
La favola ha qui la consistenza delle cose vissute. Dentro ci sono il lavoro necessario a far durare un progetto, la capacità di condividere le responsabilità, la pazienza di accompagnare una crescita. Ci sono una famiglia e la sua scelta di mettere energie e competenze a disposizione di un’esperienza collettiva.
Lo Sporting Pavona ha celebrato così i suoi vent’anni: con il proprio passato raccolto attorno a Fabrizio, Marilena e alle loro figlie, e il futuro già presente nel piccolo Nathan.
Sotto rete, intanto, continua quella vecchia e magnifica lezione: per mandare avanti il pallone bisogna intendersi. La famiglia Trivelloni ne ha fatto, per vent’anni, una ragione di vita sportiva.
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Complimenti Marco per la professionalità