Alla vigilia della Grande Olimpiade di Roma, la FIFA vota l’assegnazione della sede dell’ottava edizione del Campionato del Mondo di Calcio. Il ritorno in Europa è scontato, alla fine le pretendenti rimangono due: Germania Ovest e Inghilterra. La spuntano i Britannici, 34 voti a 27. Il grande calcio sarebbe tornato nella sua terra natale.Il tasso tecnico è molto alto, c’è tutto il meglio del calcio mondiale, squadre moderne e organizzate e giocatori eccezionali, sono presenti i “Palloni d’Oro” Luis Suarez, Lev Jashin, Eusebio, Bobby Charlton che lo riceverà quell’anno, Gianni Rivera e Franz Beckembauer, e poi Pelè, Garrincha, Jairzinho, Bobby Moore, Helmut Haller, solo per citarne alcuni.Si comincia a Wembley l’11 luglio, l’attesa è enorme, dopo il mondiale bruttino del Cile, gli appassionati di football desiderano assistere a un grande spettacolo. Si parte subito con le sorprese, fuori i campioni del Mondo e i campioni D’Europa. Il Brasile viene picchiato selvaggiamente dai macellai Bulgari, i brasiliani vincono grazie a due calci di punizione ma perdono Pelè ed escono terribilmente malconci. Le successive sconfitte con Ungheria e Portogallo sbriciolano i loro sogni di gloria. La Spagna, obiettivamente nel girone più difficile, cede a Germania Ovest e Argentina.Nel gruppo 4, insieme all’URSS, passa la sorprendente Corea del Nord, che spedisce a casa un Italia confusa e presuntuosa. Inghilterra e Uruguay regolano il gruppo 1.Quarti di finale: Inghilterra-Argentina. Germania Ovest-Uruguay, Portogallo-Corea del Nord, URSS-Ungheria.Le designazioni arbitrali sono effettuate da un comitato a tre, il presidente FIFA Stanley Rose, inglese, il capo degli arbitri Ken Aston, inglese, e un malese di nome Ko. Le scelte non piacciono ai sudamericani, un inglese arbitra la Germania, un tedesco l’Inghilterra. La stampa inizia a parlare di finale annunciata.Il Quarto di finale più spettacolare è, a sorpresa Portogallo-Corea a Anfield Road. Gli Asiatici corrono senza sosta e giocano un calcio ordinato e di sacrificio, dopo 25 minuti sono sopra 3-0. A questo punto decide di prendere in mano la situazione un giocatore fuori dal comune, si chiama Eusébio Ferreira da Silva. Nella primavera del 1961 Carlos Bauer, allenatore brasiliano del Ferroviario, trovandosi in tournée in Mozambico, nota un ragazzone con un fisico flessuoso e una velocità di base impressionante. Tornando a casa passa per Lisbona e va a salutare Bela Guttmann, allenatore del Benfica, con cui parla del giovane africano. La vecchia volpe fiuta il fenomeno e porta immediatamente a Lisbona il ragazzo, che lo strega. Si muove come una pantera, corre 100 metri in 11’’ netti, usa destro e sinistro indifferentemente, e soprattutto, segna sempre. Con lui, il Benfica vincerà tutto e il Portogallo, suo paese di elezione, diventerà una potenza calcistica. Il grande Edoardo Galeano scriverà: “Nacque destinato a lustrare scarpe, vendere noccioline o borseggiare la gente, da bambino lo chiamavano ‘Ninguem’, ‘Nessuno’, fece il suo ingresso sui campi correndo come può correre solo chi fugge dalla polizia o dalla miseria che gli morde i talloni, e così è diventato ‘La Pantera Nera’”.Torniamo a Liverpool, 3-0 per la Corea. Eusébio sale in cattedra, finirà 5-3, quattro gol e un assist.Nel secondo quarto, l’URSS con il suo calcio “scientifico” ha la meglio sull’Ungheria. La differenza la fanno i portieri, Galei ne fa di tutti i colori e regala il doppio vantaggio ai sovietici; Jashin è un concentrato di prodezze. 2-1 il risultato finale. Ancora una volta, l’Ungheria non raccoglie risultati adeguati al gioco espresso.Le altre due partite finiranno tra le polemiche, e i sudamericani, già prevenuti sulle designazioni, parleranno per anni di “Robo del siglo”.Inghilterra-Argentina è un match durissimo, gli argentini picchiano dal primo minuto e gli inglesi rispondono per le rime, Nobby Stiles su tutti. La partita è brutta e bloccata. Verso la fine del primo tempo, il capitano argentino Rattìn, già ammonito per l’ennesimo fallaccio su Bobby Charlton, si rivolge all’arbitro protestando e viene espulso. Il direttore di gara sosterrà che il giocatore, che dall’inizio della gara si agitava per ogni fischio contro, gli si sarebbe rivolto con frasi ingiuriose chiaramente deducibili dall’espressione del volto. Gli argentini si rifiutano di continuare a giocare, servono quasi dieci minuti all’arbitro tedesco per far riprendere il gioco. Nel frattempo Rattìn invece di andare negli spogliatoi, aveva fatto un giro di campo provocando il pubblico inglese che lo insultava lanciandogli barrette di cioccolato, che lui mangiava o rispediva in tribuna, senza alcuna barriera tra il pubblico e il campo di gioco. Qualche tempo dopo, il giocatore argentino dichiarò che in uno stadio sudamericano non sarebbe mai uscito vivo da una situazione simile.L’incontro rimane brutto e spezzettato, gli argentini resistono continuando a picchiare finché Geoffrey Hurst realizza alla perfezione il contromovimento per attaccare il primo palo e insacca di testa. L’Inghilterra è in semifinale con l’arbitro tedesco costretto ad uscire sotto scorta.Forse peggio va all’Uruguay contro la Germania Ovest. L’Uruguay è una squadra forte, costruita attorno al blocco del Penarol che quell’anno umiliò il Real Madrid nella Coppa Intercontinentale vincendo nettamente sia Montevideo che a Madrid. Infatti per il primo quarto d’ora si gioca a una sola porta, i tedeschi non vedono palla, poi, su un calcio d’angolo nato da una grande parata di Tilkowski, Pedro Rocha stacca un metro da terra e incorna all’incrocio dei pali, sul palo c’è Schnellinger che para evidentemente con la mano. Il rigore appare chiarissimo. Per tutti, ma non per l’arbitro inglese. Dopo le inevitabili proteste vibranti, si riprende a giocare e sul rovesciamento di fronte, un tiraccio senza pretese di Haller rimpalla su un difensore e va in porta. I tedeschi vanno in vantaggio e gli uruguagi perdono la testa, due sudamericani vengono espulsi, l’Uruguay riesce a rimanere in partita anche in nove ma alla fine crolla e ne prende altri tre.Le semifinali saranno quindi tutte europee. L’Inghilterra affronterà il Portogallo di Eusébio e la Germania l’URSS di Jashin.Inghilterra-Portogallo risulterà la più bella partita del torneo, i lusitani confermano il loro valore, già dimostrato con quattro vittorie su quattro, 14 gol segnati, mai meno di tre, con le perle delle nette vittorie con Brasile e Ungheria. L’Inghilterra si scuote di dosso le pressioni e mostra il suo vero calcio veloce e brillante. Gli approcci sono opposti, Ramsey imposta meticolosamente la tattica, i ruoli e i compiti individuali. Otto Gloria, al contrario, lascia carta bianca ai suoi campioni puntando sulla fantasia individuale. Ne nasce una partita bellissima. La spuntano gli inglesi, che riescono a far prevalere la programmazione imbrigliando il maggiore talento portoghese. Il “brutto anatroccolo” Nobby Stiles gioca una partita commovente su Eusébio concedendogli soltanto un gol su rigore, Jackie Charlton non sbaglia un intervento aereo per tutta la partita e il fratello Bobby mette in evidenza i limiti della difesa lusitana visti contro la Corea infilandola prima alla mezz’ora poi a 10’ dalla fine. Il gol su rigore regalato da un fallo di mano, serve solo a consacrare Eusébio, uscito in lacrime, capocannoniere del torneo.La seconda semifinale è arbitrata dall’italiano Concetto Lo Bello e sarà un esempio di calcio atletico al limite del regolamento. L’Arbitro siciliano si trova subito davanti a un bivio: applicare rigidamente le regole con il pugno di ferro e finire la partita in quattro gatti, o allargare i limiti della tolleranza e i confini del regolamento. Sceglie la seconda e si scatena la battaglia. La Germania passa in vantaggio con il solito Haller a due minuti dall’intervallo grazie a un recupero di Shnellinger che quasi uccide Cislenko. Il sovietico si vendica sul primo che gli capita a tiro, l’incolpevole Held, e Lo Bello lo caccia fuori. Esce anche il russo Sabo, vittima della battaglia. Potendo sostituire solo il portiere, i russi rimangono in nove e subiscono il raddoppio grazie a una bellissima rete di Franz Beckembauer. Allo scadere Parcujan allevia la sconfitta, ma i tedeschi raggiungono l’Inghilterra in finale e, pur beneficiando di ben quattro espulsioni avversarie in cinque partite disputate, hanno mostrato un’identità forte e giocatori in gran forma come Helmut Haller, mai così in sintonia con il gol e come lo straordinario ed elegantissimo Franz Beckembauer, capace, con la stessa facilità, di interrompere le azioni avversarie, impostare il gioco, inventare assist e segnare grandi gol.
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