La versione di Snoopy: I LOVE THE GUNNERS!

Pubblicato il 26 maggio 2026 alle ore 09:43

di  Luca Giustinelli

Ho sempre seguito con passione il calcio inglese, ma un giorno ebbi un colpo di fulmine…
Mi innamorai dell’Arsenal Football Club.
"Galeotto fu il libro e chi l'ha scritto..." Così il Sommo Poeta scriveva descrivendo l'inizio dell'amore tra Paolo e Francesca.
Anche il mio amore per l'Arsenal nasce da un libro. Un volume in cui ho ritrovato tutte le emozioni di un cuore innamorato di una squadra di calcio, tutte le ansie, la gioia gridata, la rabbia ingoiata. Le delusioni brucianti che lasciano il posto a nuove speranze perché “ci sarà sempre una nuova stagione...”
Un piccolo capolavoro di letteratura sportiva che racconta la passione travolgente dell'autore per la sua squadra. L'autore era Nick Hornby, e il suo primo lavoro pubblicato era "Fever pitch" conosciuto nell'edizione italiana come "Febbre a 90°" da cui David Evans trasse un film bellissimo stravolgendo la struttura del libro ma lasciando intatte tutte le emozioni.
E da quella lettura, l'Arsenal ebbe un tifoso in più.
Iniziavano gli anni '90, gli inglesi tornavano in Europa dopo l'autosqualifica post-Heysel.
I “Gunners” di George Graham alzarono la loro prima coppa europea, a Copenaghen, contro il Parma di Zola e Asprilla nella Coppa delle Coppe del 1994.
Poi risse, pagamenti illeciti, esoneri a ripetizione. Finchè, dopo l’ennesimo interregno, arriva all’Arsenal il primo allenatore non britannico: Arsène Wenger che, in poco tempo costruisce una corazzata indistruttibile che avrebbe dominato il calcio inglese, facendo sognare i suoi tifosi, per anni.
Wenger porta a Londra giocatori del calibro di Patrick Viera e Thierry Henry, scaricato dalla Juventus troppo in fretta, di Dennis Bergkamp, Kolo Tourè e Cesc Fabregas.
Ad Highbury il calcio diventa poesia.
Il capolavoro nel campionato 2003-2004, vinto senza sconfitte, i “Gunners” divennero “Invincibles”.
Da allora per gli “Invincibili” sono finite le vittorie importanti.
22 anni di digiuno, o meglio, di vittorie sognate, sfiorate e poi svanite.
Ogni volta c’è qualcuno tra l’Arsenal e il successo.
Il Chelsea di Mourinho torna a vincere dopo 50 anni nel campionato successivo.
Gunners secondi.
Nella Champions League 2005-2006, l’Arsenal mette in fila squadre come Ajax, Real Madrid, Juventus e Milan. Arriva in finale dove l’aspetta Ronaldinho. Che alza la coppa. Ancora secondi
Poi il miracolo Leicester di Ranieri e lo strapotere di Liverpool e City.
Secondi, sempre secondi.
Wenger aveva lasciato il club dopo oltre vent’anni, ed era iniziata la difficile ricerca di un nuovo condottiero
Dopo diversi esperimenti falliti, arriva Unai Emery, che riesce a perdere contro il Chelsea di Maurizio Sarri la sua unica finale europea, su sei disputate.
Ancora secondi…
Nel dicembre del 2019 arriva tra mille perplessità Mikel Arteta per sostituire l’esonerato Emery. Sembra la solita soluzione temporanea.
L’inzio non è facilissimo, l’Arsenal in campionato fatica raggiungendo soltanto l’ottavo posto. Nell’ambiente cominciano a circolare i nomi del potenziale sostituto.
Ma l’uomo di San Sebastian non molla, porta i suoi ragazzi alla conquista della F.A. Cup e della conseguente Community Shield battendo rispettivamente Chelsea e Liverpool.
Arteta non ha a disposizione grandi campioni, qualche nome importante che rende molto al di sotto di quanto dovrebbe e un paio di giovani interessanti.
Mikel comincia a costruire, ingoia le sconfitte e le critiche e continua a far crescere la squadra. Klopp e Guardiola sembrano inarrivabili. Ancora secondi posti.
Infine arriva la stagione 2025-2026…
Anche di questo Snoopy ha la sua versione perché i cannonieri e il loro comandante erano pronti e, questa volta, non avrebbero lasciato i posti di combattimento.

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