CAMPIONE D'ITALIA CON L' UNDER 17 DEL LAZIO: Momenti di gioia, di sentimenti, di emozioni, di amicizia.

Pubblicato il 2 maggio 2026 alle ore 12:10

Sei volte Campione d’Italia nello Staff delle Rappresentative di Futsal del Lazio. Ma questa volta, come mi ha detto, abbracciandomi per le felicitazioni, il Presidente Roberto Avantaggiato, vissuta direttamente dal campo, sulla panchina dell’Under 17, condotta magistralmente da Roberto Montenero, Francesco Badaracco e dall’ottimo Enrico Scalchi. Probabilmente, anzi, sicuramente, l’anello debole della catena ero proprio io in questo dream team di tecnici preparati, di uomini eccezionali, di gentiluomini di quello sport che tanto amo. Ho potuto assaporare sensazioni ed emozioni che in altre occasioni mi erano state precluse per il ruolo che avevo ricoperto. Tre professionisti e un dilettante. Un dilettante che è stato accolto con disponibilità, affetto e quella delicatezza che trasforma qualche inadeguatezza nell’occasione per farti sentire parte di un gruppo, pronto a sostenerti e a capirti quando “una mano” te la doveva dare chi, magari, doveva pensare anche ad altre cose.

È questo che rimane nel cuore quando, alle soglie dei tempi supplementari dell’esistenza, ti addormenti con sul comodino la medaglia del primo della classe e sulle guance il ricordo salato delle emozioni vissute. Come un bambino, come quei dodici ragazzi che potrebbero essere miei nipoti, che si sono sentiti, con quella Coppa tra le mani, i padroni del mondo. È questo uno dei perché il calcio è lo sport più bello del mondo. Perché unisce, crea solidarietà, amicizie, regala momenti di estrema felicità che vanno bel oltre la vittoria sportiva.

Comunque fosse andata, saremmo tutti tornati a casa, magari un po’ più tristi, ma con la consapevolezza di aver vissuto un’avventura meravigliosa, perché la parte più bella e che ti lascia un segno indelebile è comunque il viaggio e non solo la gioia di aver raggiunto la cima.

E, poi, vorrei concludere con un ringraziamento speciale dedicato all’amico Marco Tosini. L’ho criticato su tante cose (e continuerò a farlo, per il suo bene e per quello di tutto il movimento) ma, comunque, non posso non riconoscere la sua passione, il suo mettersi a disposizione in tutto e per tutto, l’amore che ci accomuna per il calcio e il calcio a 5 in particolare. Se non avesse respinto le mie dimissioni, non avrei potuto godere di questi momenti e di questo glie ne sono riconoscente dal profondo del cuore. Quando ci siamo salutati con un abbraccio, il suo “Grazie” mi ha regalato l’ultimo guizzo di gioia di questi indimenticabili otto giorni.

Questo è il Torneo delle Regioni. I commenti sportivi li lascio ad altri, probabilmente più bravi e competenti di me. In questo momento è il tempo dei sentimenti, delle sensazioni, delle emozioni.

Mi tengo la gioia di aver alzato al cielo la Coppa di Campione d’Italia.

Che bello questo calcio che continuerò a raccontare, che bella la vita!

Marco Giustinelli

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