Alessandro Novelli è il Presidente dell’Albano Basket. Stimato professionista ed esperto avvocato, Alessandro è un profondo amante dello sport e del basket in particolare. Il suo approccio allo sport nasce tra la polvere delle strade degli anni Settanta, quando un pallone sgonfio, due ginocchia perennemente “sgrugnate” e tanti amici con cui giocare, hanno rappresentato una autentica “palestra di vita” per una generazione che ha fatto dello sport una componente essenziale del proprio percorso di vita.
Passato poi dal pallone al parquet, il nostro presidente si è innamorato della pallacanestro, vivendola prima da giocatore per oltre 20 anni e poi, fino ad oggi, da dirigente.
Lo abbiamo quindi intervistato, per farci raccontare le sue idee, i suoi sogni e le aspettative per la stagione che va a d iniziare.
Presidente, qual è la visione che sta guidando l’Albano Basket in questa fase della sua crescita societaria, e quali sono le priorità che ti sei dato ?
“La priorità è sicuramente quella di continuare a sviluppare un progetto che coinvolga non solo i bambini e i ragazzi della nostra Albano, ma che porti a fare dell’ Albano Basket un centro di aggregazione, di accoglienza e di inclusione anche per chi è meno fortunato ed ha delle fragilità che, talvolta, rendono difficile praticare lo sport. Il nostro obiettivo da sempre è quello di coniugare la qualità sportiva con la sostenibilità economica per le famiglie dei nostri atleti. A tiolo di esempio, è già dalla scorsa stagione che l’Albano Basket aderisce all’iniziativa “Voucher per lo sport” di Sport & Salute, che prevede un aiuto economico per i ragazzi che fanno sport. Il nostro club sempre si prende cura di realtà particolarmente problematiche, garantendo la pratica dello sport al maggior numero possibile di bambini e ragazzi, anche perché, principalmente nell’età scolare e adolescenziale, uno sport di squadra è sicuramente un valore aggiunto nel percorso di crescita delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi.
Essere presidente di una società sportiva, chiaramente, non è semplice. I costi si fanno sempre più elevati, sia quelli legati agli oneri federali, sia quelli dovuti alla gestione ordinaria del club, oltre a responsabilità sempre crescenti che la nuova legge sullo Sport ha introdotto. Siamo però riusciti in larga parte a ottimizzare le spese e a eliminare gli sprechi con una gestione attenta e oculata e, bisogna dirlo, anche con importanti impegni personali. La nostra passione, mia e dei miei fantastici collaboratori, ci permette, ad oggi, di continuare a incrementare tutti quegli investimenti in grado di offrire ai nostri tesserati un ambiente sano, sicuro e competitivo che li faccia innanzitutto divertire e poi crescere come atleti e come cittadini.
Abbiamo ottenuto gli spazi delle palestre comunali per il prossimo triennio ed è quindi questo orizzonte temporale che ci permette di assicurare continuità e impegno per le prossime stagioni. “
In che modo state lavorando sul settore giovanile, che da sempre è il cuore pulsante delle società di territorio come l’Albano Basket?
“Per quanto riguarda il settore giovanile, comprensivo del settore minibasket, è senza dubbio la nostra principale area di azione. In questi ultimi anni abbiamo raggiunto risultati notevoli, con ripetute affermazioni in campionati regionali e, mi piace sottolinearlo, con qualificazioni alle finali nazionali di categoria e stiamo cercando di coinvolgere sempre più i nostri atleti più promettenti in prima squadra.
I risultati ottenuti sono stati importanti. L’unico cruccio è probabilmente quello di non averli pubblicizzati a dovere.
Ad esempio, lo scorso anno i ragazzi dell’under 19 Gold FIP hanno centrato la difficile qualificazione alla seconda fase, e sfiorato solo per una esigua differenza punti la qualificazione all’Interzona.
Molti di loro hanno inoltre contribuito alla vittoria nel campionato senior di DR3 FIP.
Ebbene, in questa stagione abbiamo deciso di portare direttamente in DR1 FIP ben cinque di questi ragazzi, che insieme agli altri ragazzi di Albano che già facevano parte del roster, costituiranno l’ossatura della prima squadra.
E l’obiettivo dichiarato è avere nel prossimo futuro una DR1 completamente composta da atleti provenienti dal nostro settore giovanile. Ora sono 7, puntiamo ad arrivare almeno a 10 nei prossimi due/tre anni.
Per raggiungere questo traguardo bisogna naturalmente curare il vivaio con estrema attenzione e competenza, a partire dal minibasket, per il quale stiamo pensando ad alcuni accorgimenti per proporre un servizio sempre migliore, offrendo ai ragazzi allenatori e preparatori atletici di valore e qualificati, e da quest’anno avremo grosse novità in questo senso.
Infine, è con grande soddisfazione che sottolineo come aver direttamente coinvolto in società una figura come Marco Giustinelli ci dia un enorme valore aggiunto dal punto di vista dell’organizzazione e della comunicazione, ma anche - e soprattutto - nel settore della tutela dei minori. Marco metterà a disposizione di tutti noi la lunga esperienza maturata all’interno di importanti Federazioni nazionali e possiamo considerarlo come un esperto nella realizzazione di Modelli di Safeguarding aderenti alle recenti disposizioni de Legge e nella formazione di dirigenti, tecnici e atleti sull’argomento. La tutela dei nostri bambini è un punto imprescindibile per l’Albano Basket e Marco sarà sempre a disposizione delle famiglie.”
Qual è la sfida più grande che hai affrontato da presidente, e cosa ti ha insegnato sul modo di guidare un club sportivo?
“Come dicevo, la sfida più grande che abbiamo dovuto affrontare è stata sicuramente quella di dover ripianare i conti societari, che la tempesta dovuta al COVID aveva notevolmente compromesso. Oltre che incidere sui conti economici, il COVID aveva anche praticamente azzerato tutto il settore giovanile: all’indomani della riapertura delle palestre tutto era un’incognita, e anche far ripartire tutto è stato un bel banco di prova. Allora è per me doveroso ringraziare pubblicamente tutti gli amici che ci hanno aiutato e gli sponsor che in questi anni ci hanno supportato. Di questo siamo molto soddisfatti: non è stato affatto facile, ci abbiamo lavorato incessantemente, ma ora possiamo dire di esserci finalmente riusciti.”
Che tipo di identità vuoi costruire per l’Albano Basket, sia dentro il campo che fuori, come comunità e come stile di gioco? Il rapporto con la città e con le famiglie è fondamentale: quali iniziative o progetti state portando avanti per rafforzare questo legame?
“L’identità societaria è legata a doppio filo con il rapporto con città e istituzioni. La Mission che abbiamo deciso di adottare è quella di fare di Albano Basket un centro di aggregazione per bambini, ragazzi e famiglie che amano questo sport e anche per coloro che lo conoscono poco ma che, magari, capitano al campo per guardare le partite di amici, figli o nipoti. Chi viene in palestra deve sentirsi accolto e coinvolto, e stiamo lavorando per organizzarci e realizzare iniziative in tal senso. Vogliamo coinvolgere di più le famiglie (alle quali chiediamo la disponibilità ad essere coinvolte) con iniziative periodiche che possano avvicinare sempre di più la società e gli sportivi. Per fare questo avremo bisogno anche della collaborazione delle istituzioni, dall’Amministrazione Comunale, alle realtà scolastiche e universitarie, alle parrocchie e agli oratori, con cui abbiamo sempre avuto un’ampia e leale collaborazione e siamo sempre a disposizione per accogliere proposte e tramutarle in progetti reali a servizio dell’intera comunità di Albano. A nostra volta, abbiamo in programma di coinvolgere le stesse istituzioni comunali con nostre proposte, volte alla promozione dello sport in generale e della pallacanestro in particolare. “
Come immagini l’Albano Basket tra cinque anni, e quali passi concreti pensi siano necessari per arrivarci?
“Come vedo Albano Basket tra 5 anni? Come già detto, l’orizzonte temporale non può, per adesso, che essere triennale, che è la durata che il bando pubblico ha sancito per la concessione degli impianti. In questo arco di tempo, che siamo confidenti che venga allungato nel tempo, cercheremo di migliorarci nella gestione e nell’offerta per il settore giovanile e per il minibasket. I risultati delle squadre senior (DR1 e DR3) dovranno essere la risultante della gestione del settore giovanile: dovremo essere bravi a far crescere il nostro vivaio.
Nei prossimi anni, come tutti gli sport, anche noi ci dovremo sempre più confrontare con la denatalità che, per forza, di cose, comporterà ripercussioni future cui non potremo sottrarci e a cui dovremo far fronte.
Per concludere, il messaggio che posso mandare ai ragazzi che praticano il basket e, anche a quelli che stanno pensando di avvicinarvisi, è solo l’augurio di avere la fortuna, come ho avuto io, di amare questo meraviglioso sport di squadra e praticarlo con la maglia della propria città. Il senso di appartenenza fa spesso la differenza anche in partita! Personalmente ritengo che per un atleta di Albano giocare a pallacanestro con la maglia di Albano Basket non ha eguali! “
Ufficio Stampa Albano Basket
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