ALBANO BASKET. Giacomo Silvestri è l'Head Coach del club del Presidente Novelli.

Pubblicato il 27 agosto 2026 alle ore 12:14

Giacomo Silvestri è l’allenatore della Prima Squadra dell’Albano Basket o, come dicono quelli bravi, l’Head Coach. Un tecnico preparato, intelligente e con un palmares di tutto rispetto, vantando al proprio attivo la conquista di ben quattro titoli italiani, cucendosi lo scudetto sul petto nel 2015, 2017, 2018 e 2019 con il Settore Giovanile della Stella Azzurra, uno dei più noti club cestistici della Capitale. Approda alla corte del Presidente Alessandro Novelli dopo le panchine di Serie C con il Valmontone e dopo aver fatto parte dello staff della Virtus Roma nella passata stagione. Impegnato nel volontariato, Giacomo Silvestri accumuna competenza sportiva e caratura umana. La persona giusta a cui affidare le ambizioni sportive dello storico club di Via Vascarelle.

"Prima di rispondere alle tue domande – esordisce il coach – vorrei esprimere la mia gratitudine al Presidente Novelli per avermi chiamato sulla panchina dell’Albano Basket. Una fiducia che mi fa onore e che sarà di ulteriore stimolo a dare il meglio di me stesso.”

  1. Con la preparazione che parte il 1° settembre, quali sono le prime basi tecniche e organizzative che vuoi costruire nel tuo primo anno in DR1?

"Fin dai primi giorni con il mio staff metteremo al centro il lavoro sulla tecnica individuale applicata al contesto di squadra. Dal punto di vista organizzativo, vogliamo trasmettere subito l'importanza di valori come l'attenzione ai dettagli e la cultura del lavoro. Sul piano tattico, i pilastri saranno la comunicazione difensiva e la condivisione della palla in attacco, per imparare a correre insieme e occupare bene gli spazi."

  1. L'uscita dei gironi definisce il quadro della stagione: quali aspetti ti hanno colpito e come pensi di impostare il lavoro in funzione degli avversari?

"La DR1 è un campionato difficile; nel nostro girone ci sono società molto competitive, piazze storiche con roster costruiti per salire di categoria e molte squadre esperte. Rispetteremo ogni avversario analizzando nel dettaglio i loro punti di forza, ma la nostra preparazione sarà focalizzata sull'imporre la nostra velocità e l'aggressività difensiva."

  1. Quali caratteristiche del gruppo vorresti vedere emergere già nelle prime settimane di allenamento?

"Vorrei vedere entusiasmo, determinazione e spirito di sacrificio. Trattandosi di un gruppo molto giovane, mi aspetto da subito grande disponibilità e la voglia di aiutarsi a vicenda. Dovremo entrare in palestra con la voglia costante di migliorarsi e spingere i propri confini ogni singolo giorno."

  1. In un campionato impegnativo come la DR1, quali qualità ritieni fondamentali per essere competitivi fin da subito?

"Tenuta mentale, intensità difensiva e capacità di adattamento. Un gruppo giovane rischia di subire i momenti di difficoltà o la malizia dei giocatori più esperti della categoria. Per essere competitivi da subito dovremo compensare il divario di esperienza con la determinazione, l'energia e la capacità di resettare rapidamente dopo un errore."

  1. Qual è l'identità di gioco che immagini per questa squadra e che vorresti iniziare a costruire nella fase di preparazione?

"Una pallacanestro dinamica, coraggiosa e di squadra. In difesa saremo aggressivi sulla palla e pronti ad aiutarci nelle rotazioni. In attacco punteremo su un gioco di transizione rapido e collaborazioni continue che esaltino il talento dei singoli."

  1. Come pensi di gestire ritmo, rotazioni e responsabilità in un contesto nuovo per te come head coach?

"Avendo un roster giovane e volendo giocare a ritmi elevati, le rotazioni saranno ampie. Tutti si sentiranno coinvolti e importanti, ma le opportunità di giocare in partita andranno conquistate in settimana durante gli allenamenti. I senior faranno da punto di riferimento nei momenti chiave, ed è importante che anche i più giovani imparino a prendersi le proprie responsabilità nei momenti cruciali."

  1. C'è un giocatore o un reparto che secondo te può crescere molto durante questa stagione?

"Tutto il gruppo ha margini di crescita enormi: abbiamo ragazzi con passati nei campionati d'eccellenza o di categoria superiore che possiedono atletismo e tecnica per fare il salto di qualità tra i senior."

  1. Qual è la lezione più utile che porti con te dalle esperienze precedenti e che vuoi applicare in questo primo anno da coach in DR1?

"In tanti anni sui parquet, soprattutto nei settori giovanili nazionali, ho imparato che il talento ti fa vincere una partita, ma sono la disciplina e il miglioramento della tecnica individuale a farti vincere i campionati. Portare una mentalità orientata alla crescita dei giovani in un contesto senior permetterà ai ragazzi di evolversi non solo come giocatori, ma come atleti completi."

  1. Che tipo di rapporto vuoi instaurare con il gruppo, considerando che questa stagione rappresenta un nuovo ciclo tecnico?

"Un rapporto basato sul rispetto reciproco, sulla chiarezza e sulla fiducia. Metto a disposizione della squadra la mia esperienza: sarò un riferimento aperto al dialogo e pronto ad ascoltarli. I senior rappresenteranno la mia voce e la mia guida in campo, mentre con i giovani combinerò una forte attenzione all'insegnamento e un valido supporto motivazionale."

  1. Qual è l'obiettivo realistico che ti sei posto per questa prima annata alla guida dell'Albano Basket in DR1?

"L'obiettivo prioritario è creare un gruppo unito e un'identità forte e competitiva in tempi brevi. Cercheremo di arrivare in zona play off e poi giocarci lì le nostre carte, ma la vera vittoria sarà vedere a fine anno una squadra che gioca un basket moderno, divertente e ha mostrato un evidente miglioramento individuale e collettivo."

Ufficio Stampa Albano Basket

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