INTERVISTA ESCLUSIVA A COACH MARIO DI CAMILLO
Coach Mario Di Camillo è il tecnico della formazione Under 19 Gold dell’Albano Basket. Il Presidente Alessandro Novelli gli ha consegnato le chiavi del prossimo futuro del Club, affidandogli, contestualmente il doppio obiettivo di fare bene in campionato e di fornire linfa vitale alla Prima Squadra, formando, all’ombra del monumento agli Orazi e Curiazi, giocatori pronti a difendere i colori dell’Albano Basket nel prossimo futuro.
Giocatore di livello (ha militato in club di Serie B e Serie C) e insegnante di Educazione Fisica nelle scuole superiori, “Prof.” Mario di Camillo, appese le scarpe da basket al chiodo, ha sposato la carriera di allenatore, facendo parte, negli anni, di club di primaria importanza come San Paolo, Agip Petroli, Stella Azzurra e Valmontone, dove ha conosciuto Giacomo Silvestri che lo affiancherà in questa stagione sulla panchina dell’Under 19 Gold, sperando di incrementare una bacheca personale già ricca di titoli e trofei a livello giovanile.
Mario, l’Albano Basket è ormai una realtà consolidata nel panorama laziale. Cosa significa per te guidare il gruppo Under 19 Gold, cuore del progetto tecnico del club?
“Guidare un gruppo Under 19 è una responsabilità importante, ma soprattutto una grande opportunità. A questa età i ragazzi sono nel passaggio tra il settore giovanile e il basket senior: bisogna prepararli a competere, ma anche ad affrontare con maturità tutto quello che comporta diventare giocatori. Cercherò di costruire una squadra con una propria identità, senza mai perdere di vista la crescita individuale di ogni ragazzo. L’obiettivo è farli arrivare pronti al livello successivo.”
La preparazione atletica è uno dei pilastri della tua filosofia. Quanto conta, oggi, per un giovane giocatore del settore giovanile dell’Albano Basket?
"Conta tantissimo. Il basket di oggi è sempre più veloce, intenso e fisico, e non basta avere qualità tecniche. Un giocatore deve essere in grado di esprimere le proprie capacità per tutta la partita e soprattutto di reggere i ritmi del gioco.
La preparazione atletica non deve però essere vista come qualcosa di separato dal basket. Deve essere funzionale a quello che il giocatore farà in campo: correre meglio, saltare meglio, essere più forte nei contatti, recuperare più velocemente e soprattutto ridurre il rischio di infortuni."
Nel lavoro quotidiano, come riesci a integrare la componente fisica con quella mentale e tecnica per costruire un atleta completo?
"Cerco di non separare mai completamente questi aspetti. Anche un esercizio atletico può diventare un momento per lavorare sulla concentrazione, sulla disciplina e sulla capacità di reagire alla fatica.
Un atleta completo deve conoscere il proprio corpo, ma anche imparare a gestire le difficoltà, accettare l'errore e continuare a lavorare. La tecnica e la condizione fisica sono fondamentali, ma senza mentalità e disponibilità al sacrificio è difficile fare il salto di qualità."
L’Albano Basket punta molto sulla formazione dei ragazzi. Quali valori sportivi e umani cerchi di trasmettere in palestra ogni giorno?
"Prima ancora del risultato, cerco di trasmettere rispetto, educazione, responsabilità e spirito di squadra.
Voglio che i ragazzi capiscano che nessuno vince da solo e che il talento individuale diventa davvero importante quando viene messo a disposizione della squadra. E poi c'è il lavoro: imparare che i risultati arrivano attraverso costanza, sacrificio e capacità di affrontare anche i momenti difficili.
Se alla fine del percorso avremo formato dei buoni giocatori, sarò contento. Se avremo formato anche delle persone migliori, lo sarò ancora di più."
Il basket moderno richiede intensità e ritmo. Quali aspetti della preparazione atletica ritieni decisivi per competere ai livelli più alti delle giovanili?
"Sicuramente la capacità di ripetere gli sforzi ad alta intensità, la rapidità, la forza e la capacità di cambiare ritmo e direzione.
Ma credo sia altrettanto importante costruire una buona base atletica. Un ragazzo deve imparare a muoversi correttamente e a utilizzare il proprio corpo prima ancora di pensare a quanto può correre o sollevare.
Il nostro obiettivo deve essere quello di avere giocatori atleticamente pronti a sostenere il ritmo del basket moderno, senza perdere qualità tecnica e lucidità."
Come si lavora sul passaggio tra settore giovanile e prima squadra, mantenendo continuità di metodo e identità Albano?
"Credo che la continuità sia fondamentale. Un ragazzo deve percepire che il percorso non si interrompe quando termina il settore giovanile, ma che esiste una strada per arrivare alla prima squadra.
Per questo è importante condividere principi, metodo di lavoro e mentalità. All'Under 19 bisogna insegnare ai ragazzi a confrontarsi con richieste sempre più vicine a quelle del basket senior, creando le condizioni perché chi merita possa essere pronto a fare quel passo."
Guardando al futuro, quale obiettivo ti piacerebbe raggiungere con questo gruppo Under 19 e con la società Albano Basket nel suo percorso di crescita?
"Mi piacerebbe vedere questo gruppo crescere durante tutta la stagione, diventare una squadra vera e riuscire a competere con tutti, senza paura di nessuno.
Ma il risultato più importante sarebbe vedere alcuni di questi ragazzi fare il salto verso il basket senior, arrivando in prima squadra con la consapevolezza di poter dare il proprio contributo.
Per quanto riguarda l'Albano Basket, mi auguro che possa continuare a crescere investendo sui giovani e costruendo nel tempo una vera identità tecnica. Se riusciremo a far diventare il settore giovanile sempre più una risorsa per la prima squadra, avremo raggiunto un obiettivo importante per tutta la società."
Ufficio Stampa Albano Basket
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