Quando cominceremo seriamente a preoccuparci? I numeri sono impietosi. Il calcio non è più il primo sport praticato nel Belpaese e il calo demografico (proiezioni Istat) in dieci anni farà chiudere una società su cinque. Eppure “tutto va bene, Madama la Marchesa”. E non possiamo sempre trincerarci dietro al fatto che è tutta colpa della non partecipazione ai Mondiali della nostra selezione nazionale per ben due edizioni consecutive. Speriamo solo che, incrociando le dita, non si avveri il vecchio adagio del “non c’è due senza tre”
Ma il problema, comunque, non è il calcio di vertice, dove le dinamiche sono di tutt’altra natura, ma nell’attività di base dove la maggior parte dei club trova la linfa (anche economica) per sopravvivere.
Ma veniamo ai numeri. Nel 2024 (dati Istat) sono circa 21 milioni e mezzo gli italiani che praticano sport. 7 e spicci di questi ventuno milioni si dedica al fitness, alla ginnastica, aerobica e cultura fisica. Al calcio rimane la cifra, sempre considerevole di 4 milioni e 327.000 persone, in gran parte maschi. Questo vuol dire che, nonostante tutti gli sforzi mediatici per promuovere il calcio femminile, ancora non si è riusciti a sfondare in un ambito dove la curva demografica ci invita ad attingere se vogliamo mantenere un livello di sicurezza accettabile nei numeri di chi corre dietro alla palla che rotola. Solo l’1,5% delle signore sceglie il pallone che, invece, mantiene la propria attrattività per i maschietti che, nella prima fascia di vita sportiva praticano il calcio quasi nel 50% dei casi, assestandosi poi sulla media del 34,4%.
Il calo dei praticanti è evidente nelle serie storiche: nel 2000 i calciatori rappresentavano il 25,7%, per poi scendere al 24,2% nel 2006 e al 23% nel 2015. Il 2024 attesta la percentuale degli sportivi che praticano calcio a 11, a 8 e a 5 al 20,3%. Se a questo calo, ormai fisiologico della preferenza per quello che rappresenta ancora, quantomeno nell’immaginario collettivo, il principale sport italiano, sommiamo il calo demografico che porterà il numero di bambini in età scuola calcio (maschi di 5 anni) dai 231.752 del 2024 ai 161.300 della proiezione Istat per il 2034 ci troviamo di fronte a quello che rischia di diventare la tempesta perfetta: 30% di nati maschi in meno, conferma della progressiva disaffezione generale verso il calcio, femmine che si orientano massivamente verso altre discipline.
E non devono illudere i numeri che secondo il report annuale FIGC 2025 si mantengono in crescita. I dati si riferiscono al valore assoluto, e non tengono conto che la pratica sportiva in Italia, dai tre anni di età in su è passata dal 26,6 del 1975 al 37,5 del 2024 che, nel periodo, su una media della popolazione di circa 60 milioni, cuba un bacino che si è incrementato intorno ai 6 milioni di unità.
Numeri che evidenziano, quantomeno, una immobilità del sistema calcio che sta progressivamente perdendo forza attrattiva e che rischia, nel medio e lungo periodo, di entrare in una crisi profonda e, auguriamoci di no, irreversibile.
Questa è la fotografia dello stato di salute, in Italia, dello sport che continuo a considerare il più bello del mondo.
Nelle prossime riflessioni cercheremo di passare dalla denuncia alla proposta, suggerendo e condividendo tutte quelle proposte che possano dare spunto agli addetti ai lavori per mantenere viva e vegeta la nostra passione. Perché il calcio è di chi lo ama.
Marco Giustinelli
Direttore Forum511.it
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