ALBANO LAZIALE — Ai microfoni per presentare la nuova stagione dell’Albano Calcio a 5 c’è il Direttore Generale, il professor Marco Giustinelli. Tra le mura del Centro Sportivo Seven e la storica regia della Famiglia Sette, il club si appresta ad affrontare un’altra annata intensa, che va dalle fondamenta dei più piccoli fino alla vetrina della Prima Squadra in Serie C1.
Prima delle tattiche e dei tre punti, però, c'è un'identità precisa, un'etica del lavoro non negoziabile e una chiarissima vision societaria: credere nel vivaio per costruire il futuro.
Direttore Giustinelli, nuova stagione alle porte. Da dove riparte la programmazione dell'Albano Calcio a 5?
«Riparte da un principio cardine: per noi il parquet è prima di tutto un’aula di vita. Vincere fa piacere a tutti, ed è il nostro carburante, ma l'obiettivo prioritario resta formare donne e uomini trasparenti, leali e rispettosi. Chi veste questa maglia deve comprendere che il valore umano anticipa e determina sempre quello agonistico. È questa la nostra vittoria più grande.
Non dobbiamo mai dimenticare il nostro mantra: "creare un ambiente sano e sicuro dove i ragazzi e le loro famiglie possano vivere i valori del rispetto, del fair play, dell'accoglienza, dell'amicizia e dell'integrazione."» Lo sport in questa nostra società contemporanea, intrisa di violenza e di mancanza di valori, può e deve rappresentare un'isola felice dove scoprire l'altro in una relazione prima umana e poi agonistica. Solo così avremo giocatori che scendono in campo per giocare nel senso letterale del termine, per divertirsi, per conoscere nuovi amici, accompagnati e sostenuti da adulti consapevoli del loro ruolo di educatori e di portatori di valori. Non credo che questa rappresenti una utopia, ma sono sicuro che rappresenti la strada per riconsegnare al calcio quella dignità e quel ruolo di riferimento educativo che da Jeles Rimet e Vittorio Pozzo è alla base del nostro movimento.
Partiamo proprio dai più piccoli, il cuore pulsante del vostro impianto.
«La Scuola Calcio rappresenta il nostro motivo di orgoglio e la prova tangibile della bontà del nostro lavoro, riconosciuto anche a livello nazionale. Con i bambini non parliamo di schemi o di classifiche: lavoriamo sul valore dell’inclusione, sull'empatia, sul fair-play e sull'accettazione della sconfitta come momento di crescita. Vogliamo offrire alle famiglie un ambiente sano e sicuro, dove il sorriso di un bambino a fine allenamento conta più di qualsiasi tabellino.»
Salendo di età verso il Settore Giovanile Agonistico, la competizione aumenta. Come si collegano i valori morali al percorso di crescita?
«Aumenta l'impegno, ma le regole morali non cambiano. L'agonismo deve essere sano. Vogliamo accompagnare i nostri ragazzi nell'adolescenza insegnando loro il senso della disciplina, del sacrificio condiviso e del rispetto per gli avversari e per le decisioni arbitrali. La nostra politica per questa stagione è chiarissima: il Settore Giovanile non è un entità a sé stante, ma la linfa vitale per il potenziamento della Prima Squadra. Scegliamo da sempre di puntare sui giovani cresciuti nel nostro vivaio e legati al territorio.»
Veniamo alla Serie C1. L'inserimento in rosa del giovane portiere Daniele Moretti, classe Under 17, è l'emblema di questa filosofia?
«Assolutamente sì. L’innesto di Daniele Moretti, ma anche quello di Gentili nello stesso ruolo, nel roster della Serie C1 è la dimostrazione concreta della nostra vision. Daniele è un ragazzo dell'Under 17 che ha dimostrato non solo doti tecniche, ma soprattutto maturità, dedizione e attaccamento alla maglia. Dare spazio ai nostri giovani in una categoria impegnativa come la C1 non è una scommessa, ma la naturale conseguenza di un lavoro iniziato anni fa nella Scuola Calcio.
Dalla Prima Squadra ci aspettiamo che sia lo specchio di tutta la società: i ragazzi esperti e i giovani come Daniele devono camminare insieme. La Serie C1 richiede grinta e determinazione, ma sempre con impeccabile correttezza. La leadership si dimostra con la condotta e con l'onore di rappresentare i colori dell'Albano Calcio a 5.»
Qual è l'augurio per questa nuova annata sportiva?
«Auguro a tutte le nostre tesserate, ai tesserati, agli staff e ai tifosi di vivere una stagione ricca di passione. Se a fine anno avremo dato il massimo sul campo, valorizzato i nostri ragazzi e saremo stati un punto di riferimento positivo per la nostra comunità, allora potremo dire di aver vinto davvero.»
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